[Fonte: OssBlog.it]
Unix, uno splendido quarantenne">Unix, uno splendido quarantenne
[Fonte: OssBlog.it]
Unix, uno splendido quarantenne">Unix, uno splendido quarantenne
Quarant’anni fa, nell’agosto del 1969, nasceva il primo sistema operativo moderno: Unix
Ken Thompson, programmatore dei laboratori Bell, approfittando dell’assenza della moglie e del figlio partiti per un impegno che li avrebbe tenuti lontani per oltre un mese, decise di mettere mano a un progetto da tempo accarezzato, un sistema operativo multitasking e multiuser destinato a una fascia alta d’utenza.
La prima versione, completamente scritta in linguaggio assembly, fu implementata su una macchina Digital PDP 7, un midrange mainframe/minicomputer dell’epoca. Il tempo impiegato nella scrittura e nel debug del codice fu di tre settimane, una per ogni elemento (lo shell, l’editor e l’assembler).
Thompson coinvolse immediatamente nel progetto un suo amico e collega, Dennis Ritchie, che già aveva partecipato con lui alla realizzazione di un precedente sistema operativo in time sharing, cui aveva arriso modesta fortuna, chiamato Multics.
Dopo aver sviluppato diverse ipotesi del sistema, Thompson presentò la prima versione nel settembre dello stesso anno; il progetto, cui poi, immediatamente, parteciparono anche tre altri colleghi della Bell, Doug Mellroy, Joe Ossana e Roug Conaday, utilizzo molto codice di Multics, trasferito tal quale al nuovo sistema, grazie anche alla filosofia che fin dall’inizio aveva animato i due autori: “Un potente sistema operativo, per un utilizzo interattivo, di basso costo in termini di equipaggiamento e di risorse umane“.
Successivamente Thompson dichiarerà: “… ci auguriamo che gli utenti di UNIX troveranno utili le più importanti caratteristiche del sistema sono la semplicità, l’eleganza e la facilità d’uso“.
I fatti gli diedero ampiamente ragione. UNIX divenne rapidamente un protagonista della IT, ampiamente utilizzato e customizzato per girare su server e workstation in università, agenzie governative, gruppi finanziari, grandi uffici e banche. L’anno 1983 vede la premiazione dei due con il Turing Award per il loro contributo allo sviluppo della IT, con la motivazione: “… il modello di sviluppo dei sistemi UNIX è stato guida ed esempio per un’intera generazione di sviluppatori, che hanno scoperto una nuova strada per la programmazione“.
[fonte: techup.it. Per la storia di Unix e dell'informatica delle origini, vedi anche S. Levy, Hackers, Gli eroi della rivoluzione informatica, Milano, Shake Edizioni Underground, 1997]
Unix ha prodotto, nel corso degli anni, tanti cloni, tra cui i meno noti sistemi BSD, tra cui molti liberi: NetBSD, OpenBSD e FreeBSD. Anche l’Osx della Apple è un derivato, non libero, della famiglia BSD, basandosi su Apple Darwin.
Figlio illegittimo di Unix, senza il quale mai sarebbe esistito, è il nostro amato GNU/Linux, che usa il kernel sviluppato da Linus Torvalds partendo da Minix, ma per funzionare ha usato da subito le centinaia di programmi e utility libere sviluppate dal progetto GNU, acronimo ricorsivo che significa “GNU’s Not Unix”.
Quindi, W Unix, W Thompson e, ovviamente, W il Software Libero!!!
Fonte: TUXJournal.net
Lo ho creato una startup spagnola. Oltre ad essere rispettoso dell’ambiente è anche uno dei primi ultra-portatili a scendere sotto il muro dei 200 dollari.
iUnika è il nome dell’azienda spagnola che produce il netbook Gyy. E’ creato interamente con materiale bioplastico, utilizzando risorse rinnovabili di origine naturale come amido, cellulosa e farina di mais. Ma oltre a questa interessante caratteristica, offre a chiunque la possibilità di estendere la durata della batteria fino a quattro ore sfruttando dei pannelli solari. Dal punto di vista hardware, Gyy utilizza un SoC con CPU MIPS Ingenic Jz4740 Multimedia Application Processor da 400MHz anche se, a scelta, è possibile optare anche per le versioni da 240, 336 e 360MHz. Il tutto affiancato da 128MB di memoria RAM, 1GB di memoria flash per l’archiviazione dei dati e display da 8 pollici in grado di raggiungere una risoluzione di 800×480 pixel. Non manca la connettività (opzionale) WiFi, ADSL, CDMA e GPRS e una porta Ethernet 10/100. Il netbook rispettoso dell’ambiente Gyy pesa appena 700 grammi, utilizza GNU/Linux come unico sistema operativo e il suo prezzo di partenza è di 130 euro. Maggior informazioni sul sito web ufficiale dell’azienda produttrice.

Fonte: TUXJournal.net
Lo ho creato una startup spagnola. Oltre ad essere rispettoso dell’ambiente è anche uno dei primi ultra-portatili a scendere sotto il muro dei 200 dollari.
iUnika è il nome dell’azienda spagnola che produce il netbook Gyy. E’ creato interamente con materiale bioplastico, utilizzando risorse rinnovabili di origine naturale come amido, cellulosa e farina di mais. Ma oltre a questa interessante caratteristica, offre a chiunque la possibilità di estendere la durata della batteria fino a quattro ore sfruttando dei pannelli solari. Dal punto di vista hardware, Gyy utilizza un SoC con CPU MIPS Ingenic Jz4740 Multimedia Application Processor da 400MHz anche se, a scelta, è possibile optare anche per le versioni da 240, 336 e 360MHz. Il tutto affiancato da 128MB di memoria RAM, 1GB di memoria flash per l’archiviazione dei dati e display da 8 pollici in grado di raggiungere una risoluzione di 800×480 pixel. Non manca la connettività (opzionale) WiFi, ADSL, CDMA e GPRS e una porta Ethernet 10/100. Il netbook rispettoso dell’ambiente Gyy pesa appena 700 grammi, utilizza GNU/Linux come unico sistema operativo e il suo prezzo di partenza è di 130 euro. Maggior informazioni sul sito web ufficiale dell’azienda produttrice.

| 12 June 2009 | a | 13 June 2009 |
Il 12 e 13 giugno 2009 Bologna ospita la terza Conferenza Italiana sul Software Libero, per fare il punto sullo stato dell’arte del Software Libero in Italia. Questo appuntamento è il luogo d’incontro di chi in Italia è attivo nella ricerca sul Software Libero, nello sviluppo di Software Libero, nella promozione e nella diffusione del Software Libero.
Come nelle due precedenti edizioni (a Trento nel 2008 e a Cosenza nel 2007), sono attese a Bologna le varie anime del software libero in Italia, dai semplici utenti alle associazioni, dalle aziende agli enti pubblici, ai ricercatori e agli sviluppatori. I temi di interesse sono molteplici, coprendo tutte le possibili aree tematiche legate al Software Libero, dagli aspetti economici, giuridici e tecnici, a quelli etici, sociali e filosofici.
Durante la Conferenza sono previste sessioni tematiche ed eventi paralleli a carattere sia accademico che divulgativo, coinvolgendo imprese, enti pubblici, università ed enti di ricerca, sviluppatori, ricercatori, cittadini, operatori del settore, ed appassionati, per conoscersi e avviare collaborazioni e progetti. In questa edizione saranno presenti numerosi spazi di dibattito e coinvolgimento dei partecipanti.
Our petition aims to unify the voices of concerned Europeans, associations and companies, and calls on our politicians in Europe to stop patents on software with legislative clarifications.
The patent system is misused to restrain competition for the economical benefit of a few but fails to promote innovation. A software market environment is better off with no patents on software at all. Healthy competition forces market players to innovate.
European court decisions still accept in many cases the validity of the software patents granted by national patent offices and the European Patent Office (EPO) that is beyond democratic control. They not only continue to grant them, but also to lobby in favor of them. Despite the current deep crisis of the patent system, they are unable to reform and put at risk too many European businesses with their soft granting policy.
On 2005 the Commission appeared to be more supportive to the interests of major international conglomerates than of small and medium sized enterprises from Europe – who are a major driving force behind European innovation. The European Parliament rejected at the end the software patent directive, but has no rights for legislative initiatives.
A large number of serious scientific and economic studies justify ruling out patents on software.
Software authors are already protected by copyright law, allowing others to innovate in the same space generating healthy competition, but this protection is undermined by patents on software. It is far too easy to violate patents on software whilst being completely unaware of any transgression. Software companies do not use and do not need the patent system to innovate. They must be protected from owners of dubious granted patents.
Software patents miss their legitimate purpose. Patents on software favour litigation in detriment of innovation, defeating their democratic justification. They force software producers to spend on bureaucracy, lawsuits, and circumventing dubious granted claims on software what would otherwise be spent on Research and Development. Owners of patents on software, who sometimes doesn’t produce software themselves, obtain a means to exert unfair control over the market.
La nostra petizione mira a unire le voci preoccupate di singole persone, associazioni ed aziende d’Europa, e chiede ai nostri politici in Europa di fermare i brevetti sui software introducendo una legislazione nuova e più chiara.
Il sistema dei brevetti è usato in modo scorretto per limitare la concorrenza per il vantaggio economico di pochi, ma non riesce a promuovere l’innovazione. È meglio che il mercato del software sia completamente libero dai brevetti: una sana concorrenza spinge gli operatori del mercato all’innovazione.
Le sentenze dei tribunali europei ammettono ancora, in molti casi, la validità dei brevetti sui software assegnati dagli uffici brevetti nazionali e dall’Ufficio europeo dei brevetti (UEB), che sono sottratti a qualsiasi controllo democratico. Questi uffici continuano non solo ad assegnare brevetti, ma anche ad esercitare pressioni lobbistiche. Il sistema dei brevetti versa oggi in profonda crisi, ma essi non sono in grado di riformarlo e anzi, con la loro politica d’assegnazione lassista, continuano a mettere a rischio molte aziende europee.
Nel 2005 la Commissione è sembrata più attenta agli interessi delle grandi multinazionali che non a quelli delle piccole e medie imprese europee, le quali costituiscono la principale forza d’innovazione tecnologica dell’Europa. Il Parlamento europeo ha respinto la direttiva sulla brevettabilità dei software, ma non ha il potere di avviare iniziative legislative.
Gli autori di software sono già protetti dalla legge sul diritto d’autore, che permette ad altri di proseguire l’innovazione nello stesso campo generando una salutare competizione, ma questa protezione è minacciata dai brevetti sul software. È fin troppo facile violare un brevetto sul software del tutto inconsapevolmente. Le aziende produttrici di software non hanno bisogno dei brevetti per innovare: debbono anzi esser protette dai detentori di brevetti il cui fondamento legale sia poco chiaro.
I brevetti software falliscono proprio in ciò che sarebbe il loro scopo legittimo: favoriscono il proliferare delle azioni legali a scapito dell’innovazione, annullando la propria stessa giustificazione democratica; costringono i produttori di software a sprecar denaro per seguire pratiche burocratiche e cause legali e per eludere le pretese sul software di dubbio fondamento – denaro che sarebbe meglio speso per la ricerca applicata. Così i proprietari di brevetti sul software, che non sempre sono anche produttori di software, hanno modo di esercitare uno sleale controllo del mercato.
Leggo oggi su Repubblica (versione cartacea) di Kosmix, nuovo modello di ricerca on-line, nato dall’intelligenza di due sviluppatori indiani, Venky Harinarayan e Anand Rajaraman.
Kosmix non è un vero e proprio motore di ricerca, ma un “aggregatore di ricerca”. Con questo strumento, infatti, non si va a cercare tutte le occorenze on-line di una o più parole, ma tutto quello che si trova on-line su di un dato argomento, aggregato in una pagina suddivisa tra risultati della ricerca tuout court (usando google), risultati nei social network video (truveo e youtube) e su quelli delle foto (ancora google e flickr).
Un’idea semplice ma fantastica, a nostro modestissimo punto di vista, che trasforma la “banale” ricerca nella possibilità di trovarsi già “formattati” in un mini-portale i risultati, pronti per essere fruiti da tutti i punti di vista. E’ anche possiible modificare la pagina risultante a piacimento, cliccando su “Edit this page”.
Un altro colpo gobbo ai portali di informazione, in primis a quelli dei già mal messi giornali on-line.
Non è un caso, si legge su Repubblica, se questa giovane start-up (nata nel 2007) ha già 65 dipendenti e finanziamenti per 55 milioni di dollari, arrivati dalle principali aziende del settore.
A nostro avviso un fenomeno da seguire con grande attenzione.
| 29 March 2009 |
Si terrà questo 29 marzo il terzo Ubuntu-it Meeting, appuntamento della comunità italiana che promuove l’uso della notissima distribuzione GNU/Linux nel nostro paese.
Qui tutte le informazioni del caso:
http://wiki.ubuntu-it.org/UbuntuItMeeting
Partecipate e… buon meeting a tutti/e!
Fonte: Wired Italia E’ in arrivo (si spera) dalla Cina un nuovo affascinante ebook reader: il BOOX, prodotto dalla Onyx. Il BOOX ha caratteristiche uniche, in questo momento:
Ma sicuramente una delle caratteristiche più affascinanti, se la cosa sarà confermata, è la sua natura “open”, con pieno supporto per le librerie libere GTK. Sotto potete vedere un video che vale tante chiacchiere:
| 20 February 2009 |
pubblicato: venerdì 20 febbraio 2009 da David in: Varie Tecnologia Made in Italy