Pubblica Amministrazione

Today Strike!Oggi sciopero

Posted by OpenCLI on July 14, 2009
News, Pubblica Amministrazione, Società / No Comments
14 July 2009

It will be the first strike of bloggers ever. On July 14, 2009, Italian bloggers will muzzle themselves in the Web as well as in Piazza Navona in Rome, at 7PM where they will meet to protest against an Italian government bill (the Alfano decree) introducing a number of new rules which will limit the freedom of expression in Italian internet.

The so-called “obligation to rectify” imposed to the manager of an information site (blogs, social networks such as Facebook, Twitter etc) clearly appears to be a pretext. In fact such imposition, in termsof bureaucratization of the network and of very heavy penalties for users, shall make of the new decree an internet-killer.

The practical effects shall be to cause the independent sites and blogs to cease or materially reduce their publications. The apparent intent of introducing criteria of responsibility hides the attempt to make life difficult or impossible for bloggers and users of shared sites (for example: You Tube…) The fact is that bloggers are already entirely liable, from a penal standpoint, in the event of crimes such as insults, defamation etc: there is no need to introduce unbearable penalties for “citizen-journalists” who do not intend to submit themselves to the bureaucracy and the burdens contemplated in the Alfano decree.

The plurality of information, regardless of the media, internet, newspapers, radio and tv networks etc, is a fundamental right of men and citizens, on which democracy and freedom are based. The Alfano decree is an attack to the freedom of all media, from the major newspapers to the smallest blog.

For this reason we invite all Italian blogs and sites to a day of silence, in the day in which newspapers and tv networks will also remain silent. It is a message of all operators in the media world, who jointly shout to the political world: “we don not want to be gagged”.

We therefore invite all citizens with a blog or a site to publish this logo and mantain it for the entire day of July 14 next.

Defending the press, the tv and radio networks, the journalists and the Web, we firmly defend the basic freedom of information and the future of our democracy.

Alessandro Gilioli
Guido Scorza
Enzo Di Frenna

Sciopero dei blog

Sciopero dei blog

This video was embedded using the YouTuber plugin by Roy Tanck. Adobe Flash Player is required to view the video.

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Pinguini sopra Berlino

Posted by OpenCLI on July 01, 2009
I.T. News, Pubblica Amministrazione, Società, Software Libero / No Comments

[Fonte: Punto Informatico]

Roma – Numerose scuole d’arte di Berlino stanno migrando a Linux.

L’IT service che si occupa degli istituti artistici Hanns Eisler, Ernst Busch e Berlin-Weissensee sta portando avanti da 18 mesi un progetto di riforma del sistema informatico utilizzato, sostituendo i software proprietari con alternative open.

Hanno fatto di necessità virtù: non avendo risorse sufficienti per comprare le licenze necessarie ad aggiornarsi a Windows Vista o pensare a Windows 7, hanno colto l’occasione per passare al software libero ed open source.

Pur mantenendo programmi familiari agli studenti e ai professori utenti, da giugno il sistema operativo diventerà Ubuntu ed i server useranno Debian. Tutti i soldi risparmiati saranno utilizzati per l’insegnamento.

Inoltre i tecnici delle università stanno sviluppando un software indipendente ad hoc per organizzare gli insegnamenti ed i contratti di lavoro: il programma sarà divulgato con una licenza GPLv3.

Anche in Italia alcune amministrazioni locali hanno manifestato l’intenzione di passare al software libero. Già dal 2007 la provincia autonoma di Bolzano ha adottato standard aperti. Emilia Romagna, Toscana e Umbria hanno approvato una legge sull’uso del software libero, mentre sono in via di approvazione normative analoghe in Friuli, Lombardia e Sardegna. (C.T.)

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Telefonia open source, l’esempio di Trento

pubblicato: domenica 24 maggio 2009 da Lpt on fire! in: Open Source VoIp Fonte: OssBlog

L’amministrazione della città di Trento ha deciso di utilizzare Asterisk per trasferire i normali servizi di telefonia della pubblica amministrazione al VoIP.

Il sistema collegherà più di 20 sedi remote con 10 uffici in tutta la città e 1800 impiegati. Attualmente sono stati sostituiti 1100 telefoni e realizzato il sistema per la gestione.

Con il vecchio sistema la città spendeva 30000€ per il solo noleggio delle linee telefoniche e 60000€ per la manutenzione. Addirittura spostare un telefono costava 140€.

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Caro candidato

Ormai da qualche tempo l’Associazione Software Libero in vista delle elzioni lancia la campagna “Caro candidato”.

A che pro? Ecco di seguito di cosa si tratta, direttamente dal sito di Assoli:

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Con la campagna “Caro Candidato” vogliamo sensibilizzare i politici ad occuparsi di software libero e libertà digitali.

Quindi domandiamo:

Per approfondire, visita la pagina Cos’è il Software Libero.

Per sapere nel dettaglio come funziona l’iniziativa puoi leggere il manuale di Caro Candidato.

Se vuoi sapere di più del software che fa funzionare questo sito clicca qui.

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A noi di OpenCLI ci pare un’iniziativa assolutamente importante, da seguire e da diffondere sul territorio locale.

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Avanti così, l’accesso ad Internet è un diritto fondamentale!

Posted by OpenCLI on May 08, 2009
I.T. News, Pubblica Amministrazione, Società / No Comments

Leggiamo, con enorme soddisfazione, e riportiamo in toto, dal sito dell’Associazione Software Libero:

Ringraziamo i 407 parlamentari europei di tutti i gruppi parlamentari che, votando ieri l’emendamento n. 138/46 al “Pacchetto Telecom”, hanno riaffermato che l’accesso ad Internet è un diritto fondamentale (al pari dei diritti di espressione, di accesso alle informazioni, ecc.) di cui i cittadini non possono essere privati in mancanza d’una decisione legittima dell’autorità giudiziaria.

E’ un’importante affermazione di principio che rafforza la nostra fiducia nel Parlamento Europeo.

Continuiamo pertanto con rinnovato entusiasmo la campagna Caro Candidato ben sapendo che la libertà della rete e la libertà del software sono aspetti non scindibili di una problematica più ampia: nell’era digitale in cui viviamo, sia Internet che il Software Libero costituiscono strumenti essenziali per la piena realizzazione dei diritti civili e dei diritti umani.

A 2 giorni dall’inizio della campagna hanno aderito 48 candidati: sono state pubblicate le adesioni di 8 candidati alle Europee e 25 candidati alle Amministrative (stiamo verificando le altre 15 adesioni).

Invitiamo:

per l’Associazione per il Software Libero, il Presidente
Marco Ciurcina

Chi siamo

L’Associazione per il Software Libero (Assoli) è un’associazione senza scopo di lucro che ha come obiettivi principali la diffusione del software libero in Italia ed una corretta informazione sull’argomento.

Contatti

web: http://softwarelibero.it
mail: info@softwarelibero.it
Tel: (+39) 06 99291342
Fax: (+39) 06 83391642

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Il Comune di Grosseto: un caso di eccellenza

Posted by OpenCLI on April 14, 2009
I.T. News, Pubblica Amministrazione, Società, Software Libero / No Comments

Fonte: acrònico, il blog di Fabio Marzocca

A seguito della decisione del Ministero dell’Interno (2003) di introdurre la nuova Carta di Identità Elettronica, i Comuni italiani hanno dovuto affrontare la problematica di avviare e gestire il nuovo sistema di autenticazione del cittadino. Ai Comuni veniva infatti affidato il compito di emettere, distribuire e successivamente provvedere ai servizi di accessibilità connessi con il nuovo documento, sulla base di un sistema software sviluppato da una Società appaltatrice scelta da Ministero stesso.

Intorno alla metà del 2008, il Comune di Grosseto ha rilevato che il software fornito dalla Società scelta dal Ministero portava con sè numerosi difetti ma soprattutto la proprietà del codice faceva della Società stessa un pericoloso monopolista: per qualunque seppur minima modifica necessaria, occorreva rinegoziare ogni volta il contratto con la Società.

Ma non era tutto: il software fornito dall’appaltatore doveva essere senza nessun costo per i Comuni, ma la Società stessa aveva escluso dal contratto la fornitura di un particolare “plugin” per Internet Explorer, senza il quale il cittadino non avrebbe potuto accedere ai servizi. Il plugin era – ovviamente – caricato sui costi del Comune e costringeva i cittadini ad usare solo Internet Explorer come browser abilitato per potersi autenticare con la Carta d’Identità Elettronica! Inoltre, l’appaltatore aveva autonomamente deciso di non utilizzare il protocollo SSL (Secure Socket Layer), quanto piuttosto uno di sua scelta. Questa cosa avrebbe comportato l’incompatibilità delle Carte di Identità di Grosseto con quelle degli altri Comuni.

A quel punto la decisione: il dipartimento IT di Grosseto, successivamente confluito in una società municipalizzata a capitale interamente posseduto dal Comune, ha iniziato a sviluppare con successo il progetto OpenPortalGuard, una piattaforma Open Source per garantire al cittadino l’accesso ai servizi della Carta Elettronica, senza dover ricadere in formati o codici proprietari.

Il progetto OpenPortalGuard ha immediatamente riscosso un notevole successo anche in altre amministrazioni locali italiane ed estere, consentendo di fornire una piattaforma per l’autenticazione single-sign-on basata su certificati e smartcard X.509.

Ma – soprattutto – ogni cittadino potrà ora accedere con la propria Carta di Identità Elettronica da qualunque browser e sistema operativo, in piena sicurezza.

Il progetto OpenPortalGuard illustra chiaramente come il software Open Source consenta non solo risparmi economici, ma anche ampliamenti alle funzionalità del sistema verso una maggiore portata di utenti. OpenPortalGuard è stato recentemente citato come esempio e study case dall’Osservatorio Open Source della Commissione Europea (OSOR).

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III Conferenza Italiana sul Software Libero

Posted by OpenCLI on March 27, 2009
I.T. News, Licenze libere, News, Società, Software Libero / No Comments
12 June 2009a13 June 2009

Il 12 e 13 giugno 2009 Bologna ospita la terza Conferenza Italiana sul Software Libero, per fare il punto sullo stato dell’arte del Software Libero in Italia. Questo appuntamento è il luogo d’incontro di chi in Italia è attivo nella ricerca sul Software Libero, nello sviluppo di Software Libero, nella promozione e nella diffusione del Software Libero.

Come nelle due precedenti edizioni (a Trento nel 2008 e a Cosenza nel 2007), sono attese a Bologna le varie anime del software libero in Italia, dai semplici utenti alle associazioni, dalle aziende agli enti pubblici, ai ricercatori e agli sviluppatori. I temi di interesse sono molteplici, coprendo tutte le possibili aree tematiche legate al Software Libero, dagli aspetti economici, giuridici e tecnici, a quelli etici, sociali e filosofici.

Durante la Conferenza sono previste sessioni tematiche ed eventi paralleli a carattere sia accademico che divulgativo, coinvolgendo imprese, enti pubblici, università ed enti di ricerca, sviluppatori, ricercatori, cittadini, operatori del settore, ed appassionati, per conoscersi e avviare collaborazioni e progetti. In questa edizione saranno presenti numerosi spazi di dibattito e coinvolgimento dei partecipanti.

http://www.confsl.org/confsl09/

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Petition to stop software patents in EuropePetizione per fermare i brevetti software in Europa

Posted by OpenCLI on March 27, 2009
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Introduction

Our petition aims to unify the voices of concerned Europeans, associations and companies, and calls on our politicians in Europe to stop patents on software with legislative clarifications.

The patent system is misused to restrain competition for the economical benefit of a few but fails to promote innovation. A software market environment is better off with no patents on software at all. Healthy competition forces market players to innovate.

European court decisions still accept in many cases the validity of the software patents granted by national patent offices and the European Patent Office (EPO) that is beyond democratic control. They not only continue to grant them, but also to lobby in favor of them. Despite the current deep crisis of the patent system, they are unable to reform and put at risk too many European businesses with their soft granting policy.

On 2005 the Commission appeared to be more supportive to the interests of major international conglomerates than of small and medium sized enterprises from Europe – who are a major driving force behind European innovation. The European Parliament rejected at the end the software patent directive, but has no rights for legislative initiatives.

Considerations

Studies

A large number of serious scientific and economic studies justify ruling out patents on software.

Copyright for software, but no patents

Software authors are already protected by copyright law, allowing others to innovate in the same space generating healthy competition, but this protection is undermined by patents on software. It is far too easy to violate patents on software whilst being completely unaware of any transgression. Software companies do not use and do not need the patent system to innovate. They must be protected from owners of dubious granted patents.

Litigation instead of innovation

Software patents miss their legitimate purpose. Patents on software favour litigation in detriment of innovation, defeating their democratic justification. They force software producers to spend on bureaucracy, lawsuits, and circumventing dubious granted claims on software what would otherwise be spent on Research and Development. Owners of patents on software, who sometimes doesn’t produce software themselves, obtain a means to exert unfair control over the market.

American mistakes

In the USA there are billions of dollars in litigation over software patents each year, and not only between software companies, but also other companies just because they have a web site (this starts to happen in Europe also). This mistake needs to be avoided in Europe.

We urge our legislators

  • to pass national legal clarifications to substantive patent law to rule out any software patent;
  • to invalidate all granted claims on patents that can be infringed by software run on programmable apparatus;
  • to also strive to propagate these rules to the European level, including the European Patent Convention.


Introduzione

La nostra petizione mira a unire le voci preoccupate di singole persone, associazioni ed aziende d’Europa, e chiede ai nostri politici in Europa di fermare i brevetti sui software introducendo una legislazione nuova e più chiara.

Il sistema dei brevetti è usato in modo scorretto per limitare la concorrenza per il vantaggio economico di pochi, ma non riesce a promuovere l’innovazione. È meglio che il mercato del software sia completamente libero dai brevetti: una sana concorrenza spinge gli operatori del mercato all’innovazione.

Le sentenze dei tribunali europei ammettono ancora, in molti casi, la validità dei brevetti sui software assegnati dagli uffici brevetti nazionali e dall’Ufficio europeo dei brevetti (UEB), che sono sottratti a qualsiasi controllo democratico. Questi uffici continuano non solo ad assegnare brevetti, ma anche ad esercitare pressioni lobbistiche. Il sistema dei brevetti versa oggi in profonda crisi, ma essi non sono in grado di riformarlo e anzi, con la loro politica d’assegnazione lassista, continuano a mettere a rischio molte aziende europee.

Nel 2005 la Commissione è sembrata più attenta agli interessi delle grandi multinazionali che non a quelli delle piccole e medie imprese europee, le quali costituiscono la principale forza d’innovazione tecnologica dell’Europa. Il Parlamento europeo ha respinto la direttiva sulla brevettabilità dei software, ma non ha il potere di avviare iniziative legislative.

Considerazioni

Studi

Un grande numero di seri studi scientifici ed economici giustifica l’abolizione dei brevetti sul software.

Copyright per il software, ma nessun brevetto

Gli autori di software sono già protetti dalla legge sul diritto d’autore, che permette ad altri di proseguire l’innovazione nello stesso campo generando una salutare competizione, ma questa protezione è minacciata dai brevetti sul software. È fin troppo facile violare un brevetto sul software del tutto inconsapevolmente. Le aziende produttrici di software non hanno bisogno dei brevetti per innovare: debbono anzi esser protette dai detentori di brevetti il cui fondamento legale sia poco chiaro.

Querele invece di innovazione

I brevetti software falliscono proprio in ciò che sarebbe il loro scopo legittimo: favoriscono il proliferare delle azioni legali a scapito dell’innovazione, annullando la propria stessa giustificazione democratica; costringono i produttori di software a sprecar denaro per seguire pratiche burocratiche e cause legali e per eludere le pretese sul software di dubbio fondamento – denaro che sarebbe meglio speso per la ricerca applicata. Così i proprietari di brevetti sul software, che non sempre sono anche produttori di software, hanno modo di esercitare uno sleale controllo del mercato.

Errori americani

Negli Stati Uniti si spendono ogni anno miliardi di dollari per cause legali sui brevetti software, cause che non coinvolgono soltanto le aziende produttrici di software, ma anche aziende d’altro tipo, solo perché hanno un sito web. È ciò che sta cominciando ad accadere anche in Europa: occorre evitare che questo errore si ripeta qui.

Noi chiediamo con forza ai nostri legislatori:

  • di far approvare, in materia di brevetti, una legislazione nazionale meglio formulata, che escluda qualsiasi brevetto sui software;
  • di far decadere tutte le concessioni dii brevetti che possano essere violati dal software installato su apparecchi programmabili;
  • e inoltre di adoperarsi perché tale normativa sia adottata anche a livello europeo, a cominciare dalla Convenzione europea sui brevetti.

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French police: we saved millions of euros by adopting UbuntuLa polizia francese: abbiamo risparmiato milioni di euro adottando Ubuntu GNU/Linux

Posted by OpenCLI on March 13, 2009
I.T. News, Pubblica Amministrazione, Società, Software Libero / No Comments

From: http://arstechnica.com

France’s Gendarmerie Nationale, the country’s national police force, says it has saved millions of dollars by migrating its desktop software infrastructure away from Microsoft Windows and replacing it with the Ubuntu Linux distribution.

The Gendarmerie began its transition to open source software in 2005 when it replaced Microsoft Office with OpenOffice.org across the entire organization. It gradually adopted other open source software applications, including Firefox and Thunderbird. After the launch of Windows Vista in 2006, it decided to phase out Windows and incrementally migrate to Ubuntu.

At the current stage of the migration, it has adopted Ubuntu on 5,000 workstations. Based on the success of this pilot migration, it plans to move forward and switch a total of 15,000 workstations to Ubuntu by the end of the year. It aims to have the entire organization, and all 90,000 of its workstations, running the Linux distribution by 2015.

A report published by the European Commission’s Open Source Observatory provides some details from a recent presentation given by Gendarmerie Lieutenant-Colonel Xavier Guimard, who says that the Gendarmerie has been able to reduced its annual IT budget by 70 percent without having to reduce its capabilities.

Since 2004, he says that the Gendarmerie has saved up to €50 million on licensing and maintenance costs as a result of the migration strategy. He believes that the move from Windows to Ubuntu posed fewer challenges than the organization would have faced if it had updated to Windows Vista.

“Moving from Microsoft XP to Vista would not have brought us many advantages and Microsoft said it would require training of users,” said Lt. Col. Guimard. “Moving from XP to Ubuntu, however, proved very easy. The two biggest differences are the icons and the games. Games are not our priority.”

Support for open standards is a key part of the Gendarmerie’s emerging IT policy. Standards-based technologies give it more freedom to choose which vendors it adopts and also makes it easier for the Gendarmerie to interoperate with other government networks. It has found that open source software is better at handling open standards. Linux has also simplified remote maintenance tasks.

Linux has also been adopted by several other government agencies in France. The French National Assembly runs Ubuntu on over 1,000 workstations and the Ministry of Agriculture uses Mandriva Linux.

The success of the Gendarmerie Ubuntu migration reflects several emerging trends in IT. First, it represents the rising influence of community-driven distros which are largely supported internally by the organizations that adopt them. Analysts have noted a growing preference for this approach which can be cheaper than adopting a conventional enterprise distro like Red Hat with annual commercial support contracts.

The Gendarmerie migration also demonstrates the significant cost savings that governments can get from adopting open source software. As the global financial downturn continues to put pressure on budgets, governments are going to increasingly look to open source software as a way to cut IT costs. We have recently seen moves in this direction from Canada and the UK.

Fonte: OSS Blog

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Perché vogliono chiudere la rete?

Posted by OpenCLI on March 09, 2009
Pubblica Amministrazione, Società / No Comments

Tra le tante attività del Governo Berlusconi in carica, c’è quella che punta a “regolamentare” la rete, Internet.

Preposti ufficialmente a questa attività sono alcuni celebri esponenti dello star system italiano, come Luca Barbareschi (di cui abbiamo già scritto) e l’attivissima Gabriella Carlucci.

Proprio quest’ultima ha pubblicato recentemente la sua proposta di legge “antipedofilia”, in risposta alle polemiche di questi giorni, è si è scatenato (speriamo) il putiferio.

Intanto riporto la bella analisi di Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione, pubblicata oggi su Punto Informatico. E’ un’analisi lunga, ma merita di essere riportata per intero perché fa il punto della situazione e ci permette di capire e di analizzare cosa sta succedendo e perché:

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