Leggi

Avanti così, l’accesso ad Internet è un diritto fondamentale!

Posted by OpenCLI on May 08, 2009
I.T. News, Pubblica Amministrazione, Società / No Comments

Leggiamo, con enorme soddisfazione, e riportiamo in toto, dal sito dell’Associazione Software Libero:

Ringraziamo i 407 parlamentari europei di tutti i gruppi parlamentari che, votando ieri l’emendamento n. 138/46 al “Pacchetto Telecom”, hanno riaffermato che l’accesso ad Internet è un diritto fondamentale (al pari dei diritti di espressione, di accesso alle informazioni, ecc.) di cui i cittadini non possono essere privati in mancanza d’una decisione legittima dell’autorità giudiziaria.

E’ un’importante affermazione di principio che rafforza la nostra fiducia nel Parlamento Europeo.

Continuiamo pertanto con rinnovato entusiasmo la campagna Caro Candidato ben sapendo che la libertà della rete e la libertà del software sono aspetti non scindibili di una problematica più ampia: nell’era digitale in cui viviamo, sia Internet che il Software Libero costituiscono strumenti essenziali per la piena realizzazione dei diritti civili e dei diritti umani.

A 2 giorni dall’inizio della campagna hanno aderito 48 candidati: sono state pubblicate le adesioni di 8 candidati alle Europee e 25 candidati alle Amministrative (stiamo verificando le altre 15 adesioni).

Invitiamo:

per l’Associazione per il Software Libero, il Presidente
Marco Ciurcina

Chi siamo

L’Associazione per il Software Libero (Assoli) è un’associazione senza scopo di lucro che ha come obiettivi principali la diffusione del software libero in Italia ed una corretta informazione sull’argomento.

Contatti

web: http://softwarelibero.it
mail: info@softwarelibero.it
Tel: (+39) 06 99291342
Fax: (+39) 06 83391642

Tags: , , , , , , , , ,

Petition to stop software patents in EuropePetizione per fermare i brevetti software in Europa

Posted by OpenCLI on March 27, 2009
I.T. News, Pubblica Amministrazione, Società / No Comments


Introduction

Our petition aims to unify the voices of concerned Europeans, associations and companies, and calls on our politicians in Europe to stop patents on software with legislative clarifications.

The patent system is misused to restrain competition for the economical benefit of a few but fails to promote innovation. A software market environment is better off with no patents on software at all. Healthy competition forces market players to innovate.

European court decisions still accept in many cases the validity of the software patents granted by national patent offices and the European Patent Office (EPO) that is beyond democratic control. They not only continue to grant them, but also to lobby in favor of them. Despite the current deep crisis of the patent system, they are unable to reform and put at risk too many European businesses with their soft granting policy.

On 2005 the Commission appeared to be more supportive to the interests of major international conglomerates than of small and medium sized enterprises from Europe – who are a major driving force behind European innovation. The European Parliament rejected at the end the software patent directive, but has no rights for legislative initiatives.

Considerations

Studies

A large number of serious scientific and economic studies justify ruling out patents on software.

Copyright for software, but no patents

Software authors are already protected by copyright law, allowing others to innovate in the same space generating healthy competition, but this protection is undermined by patents on software. It is far too easy to violate patents on software whilst being completely unaware of any transgression. Software companies do not use and do not need the patent system to innovate. They must be protected from owners of dubious granted patents.

Litigation instead of innovation

Software patents miss their legitimate purpose. Patents on software favour litigation in detriment of innovation, defeating their democratic justification. They force software producers to spend on bureaucracy, lawsuits, and circumventing dubious granted claims on software what would otherwise be spent on Research and Development. Owners of patents on software, who sometimes doesn’t produce software themselves, obtain a means to exert unfair control over the market.

American mistakes

In the USA there are billions of dollars in litigation over software patents each year, and not only between software companies, but also other companies just because they have a web site (this starts to happen in Europe also). This mistake needs to be avoided in Europe.

We urge our legislators

  • to pass national legal clarifications to substantive patent law to rule out any software patent;
  • to invalidate all granted claims on patents that can be infringed by software run on programmable apparatus;
  • to also strive to propagate these rules to the European level, including the European Patent Convention.


Introduzione

La nostra petizione mira a unire le voci preoccupate di singole persone, associazioni ed aziende d’Europa, e chiede ai nostri politici in Europa di fermare i brevetti sui software introducendo una legislazione nuova e più chiara.

Il sistema dei brevetti è usato in modo scorretto per limitare la concorrenza per il vantaggio economico di pochi, ma non riesce a promuovere l’innovazione. È meglio che il mercato del software sia completamente libero dai brevetti: una sana concorrenza spinge gli operatori del mercato all’innovazione.

Le sentenze dei tribunali europei ammettono ancora, in molti casi, la validità dei brevetti sui software assegnati dagli uffici brevetti nazionali e dall’Ufficio europeo dei brevetti (UEB), che sono sottratti a qualsiasi controllo democratico. Questi uffici continuano non solo ad assegnare brevetti, ma anche ad esercitare pressioni lobbistiche. Il sistema dei brevetti versa oggi in profonda crisi, ma essi non sono in grado di riformarlo e anzi, con la loro politica d’assegnazione lassista, continuano a mettere a rischio molte aziende europee.

Nel 2005 la Commissione è sembrata più attenta agli interessi delle grandi multinazionali che non a quelli delle piccole e medie imprese europee, le quali costituiscono la principale forza d’innovazione tecnologica dell’Europa. Il Parlamento europeo ha respinto la direttiva sulla brevettabilità dei software, ma non ha il potere di avviare iniziative legislative.

Considerazioni

Studi

Un grande numero di seri studi scientifici ed economici giustifica l’abolizione dei brevetti sul software.

Copyright per il software, ma nessun brevetto

Gli autori di software sono già protetti dalla legge sul diritto d’autore, che permette ad altri di proseguire l’innovazione nello stesso campo generando una salutare competizione, ma questa protezione è minacciata dai brevetti sul software. È fin troppo facile violare un brevetto sul software del tutto inconsapevolmente. Le aziende produttrici di software non hanno bisogno dei brevetti per innovare: debbono anzi esser protette dai detentori di brevetti il cui fondamento legale sia poco chiaro.

Querele invece di innovazione

I brevetti software falliscono proprio in ciò che sarebbe il loro scopo legittimo: favoriscono il proliferare delle azioni legali a scapito dell’innovazione, annullando la propria stessa giustificazione democratica; costringono i produttori di software a sprecar denaro per seguire pratiche burocratiche e cause legali e per eludere le pretese sul software di dubbio fondamento – denaro che sarebbe meglio speso per la ricerca applicata. Così i proprietari di brevetti sul software, che non sempre sono anche produttori di software, hanno modo di esercitare uno sleale controllo del mercato.

Errori americani

Negli Stati Uniti si spendono ogni anno miliardi di dollari per cause legali sui brevetti software, cause che non coinvolgono soltanto le aziende produttrici di software, ma anche aziende d’altro tipo, solo perché hanno un sito web. È ciò che sta cominciando ad accadere anche in Europa: occorre evitare che questo errore si ripeta qui.

Noi chiediamo con forza ai nostri legislatori:

  • di far approvare, in materia di brevetti, una legislazione nazionale meglio formulata, che escluda qualsiasi brevetto sui software;
  • di far decadere tutte le concessioni dii brevetti che possano essere violati dal software installato su apparecchi programmabili;
  • e inoltre di adoperarsi perché tale normativa sia adottata anche a livello europeo, a cominciare dalla Convenzione europea sui brevetti.

Tags: , , , , , , , , ,

Perché vogliono chiudere la rete?

Posted by OpenCLI on March 09, 2009
Pubblica Amministrazione, Società / No Comments

Tra le tante attività del Governo Berlusconi in carica, c’è quella che punta a “regolamentare” la rete, Internet.

Preposti ufficialmente a questa attività sono alcuni celebri esponenti dello star system italiano, come Luca Barbareschi (di cui abbiamo già scritto) e l’attivissima Gabriella Carlucci.

Proprio quest’ultima ha pubblicato recentemente la sua proposta di legge “antipedofilia”, in risposta alle polemiche di questi giorni, è si è scatenato (speriamo) il putiferio.

Intanto riporto la bella analisi di Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione, pubblicata oggi su Punto Informatico. E’ un’analisi lunga, ma merita di essere riportata per intero perché fa il punto della situazione e ci permette di capire e di analizzare cosa sta succedendo e perché:

Continue reading…

Tags: , , , , , , ,

Cari ministri italiani, passate all’open source

Posted by OpenCLI on March 04, 2009
I.T. News, Pubblica Amministrazione, Società / No Comments

Come in America, vogliamo incentivare i nostri ministri all’adozione del software libero.

Fonte: ZEUS News – 04-03-2009

Cari ministri della pubblica amministrazione e l’innovazione onorevole Renato Brunetta, della semplificazione normativa onorevole Roberto Calderoli, dell’economia e finanze onorevole Giulio Tremonti, dello sviluppo economico onorevole Claudio Scajola, dell’istruzione università e ricerca onorevole Mariastella Gelmini, e al capo del governo onorevole Silvio Berlusconi: per favore prendete in considerazione l’open source.

Sono un piccolo imprenditore che sviluppa software e soluzioni per l’information technology e mi rivolgo a voi in quanto credo che siate le persone che possono prendere decisioni significative in grado di aiutare l’economia e lo sviluppo in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando.

Già altri produttori di software si sono rivolti al presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, con una lettera simile alla mia, e di conseguenza mi sento in dovere di farvi presente come possiamo migliorare l’universo dell’IT della pubblica amministrazione.

Il software open source è già usato in molte aree con meravigliosi risultati e riducendo notevolmente i costi di gestione nelle infrastrutture con programmi come Apache, Tomcat, Php, MySql e altri; nello sviluppo con strumenti come Eclipse, Ruby on Rails; nella comunicazione e collaborazione grazie ad applicazioni libere come Open Office, WordPress e Joomla.

Il mondo dello sviluppo del software sta cambiando grazie all’open source, grazie anche ai valori che lo definiscono: apertura, sviluppo, cambiamento, progresso, libertà. Questi stessi valori sono indispensabili per far crescere e migliorare il nostro meraviglioso Stato e so che voi non potete che condividerli.

Altri governi a noi vicini hanno già detto sì all’utilizzo di software aperto: Russia, Brasile, Olanda e molti altri. Notizia di questi giorni è che anche il Regno Unito adotterà l’open source, e vorrei sottolineare quanto ha dichiarato il ministro britannico per il digital engagement Tom Watson: “L’open source è uno dei più significativi sviluppi culturali nell’IT dell’ultimo ventennio, perché ha dimostrato come gli individui, lavorando assieme in Internet, possano creare prodotti che rivaleggiano e a volte superano quelli delle grandi corporazioni”.

Anche Scott Mc Nealy, presidente e cofondatore di Sun, è stato interpellato dall’amministrazione Obama per utilizzare maggiormente sistemi aperti nella pubblica amministrazione americana.

Grazie a questo universo informatico aperto si possono abbassare i costi, non essere più dipendenti da un unico fornitore per un programma, aiutare le aziende italiane che si dedicano allo sviluppo software a crescere, dare ai cittadini strumenti innovativi e chiari che semplifichino la nostra burocrazia.

Vedo i vostri ministeri come obiettivi e al tempo stesso strumenti per rendere migliore la vita di ogni cittadino: ministro Renato Brunetta, analizzi come innovare la nostra pubblica amministrazione con l’open source; ministro Giulio Tremonti, sappia che con questi mezzi potrà diminuire i costi del nostro Stato; ministro Claudio Sajola, permetta uno sviluppo economico delle nostre aziende dell’information technology; ministro Mariastella Gelmini, sappia che utilizzando il software libero diminuirà i costi della scuola e della ricerca, potendo investire i soldi rimanenti in altri ambiti.

Sono fiducioso nel fatto che non perderete questa meravigliosa occasione di migliorare sia la nostra pubblica amministrazione che la vita dei cittadini italiani.

Tags: , , , , , , ,

La Cina è vicina!La Cina è vicina!

Posted by OpenCLI on February 20, 2009
I.T. News, Pubblica Amministrazione, Società / No Comments

graffio | 06 Febbraio, 2009 10:48

Ennesimo assalto alla libertà degli utenti di Internet.

Negli anni sessanta questo slogan veniva gridato per indicare che anche in Italia era alle porte una rivoluzione comunista.
Oggi purtroppo siamo costretti a constatare che il governo italiano adotta misure repressive e censorie che sempre di più lo avvicinano alla Cina, a detta di molti uno dei paesi con minore libertà in rete.

Ieri è stato approvato in senato il “pacchetto sulla sicurezza”.
Nel testo della legge (art. 50bis) si legge: “Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attivita di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorita giudiziaria, puo disporre con proprio decreto l’interruzione della attivita indicata, ordinando ai fornitori di connettivita alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine“.

A prima vista non sembra un gran cambiamento rispetto alla situazione attuale. Ma a ben guardare non è così.
In un paese democratico il compito di prendere decisioni repressive è affidato all’autorità giudiziaria. In regimi di polizia questo compito ce l’ha la polizia. In questo maledetto paese siamo molto avanti: secondo il pacchetto sicurezza è direttamente il ministro dell’interno che può ordinare la chiusura di un sito e/o che questo paghi una sanzione pecunaria fino a 250.000 euro.

altre info:

Tags: , , ,

Diritto d’autore, quella proposta è di BarbareschiDiritto d’autore, quella proposta è di Barbareschi

Posted by OpenCLI on February 20, 2009
I.T. News, Pubblica Amministrazione, Società / 1 Comment

venerdì 20 febbraio 2009

Diritto d'autore, quella proposta è di Barbareschi

Roma – La proposta aveva raggiunto gli uffici di Altroconsumo: 5 pagine di un documento dal titolo “Disposizioni concernenti la diffusione telematica delle opere dell’ingegno”. Sotto forma di un disegno di legge, proponeva di attribuire oneri e responsabilità agli intermediari, proponeva di attribuire nuovi oneri e nuove responsabilità alla SIAE. Altroconsumo l’aveva resa pubblica, la rete si era mobilitata, nel giro di poche ore SIAE era intervenuta per smentire la paternità della proposta: lo stesso testo è ora comparso sulle pagine del sito dell’onorevole Luca Barbareschi (PDL).

La proposta, la numero 2188, è stata presentata da Barbareschi in Parlamento lo scorso 11 febbraio, è stata condivisa con i cittadini della rete nei giorni successivi. La proposta, spiegava Barbareschi nella relazione ai colleghi, scaturisce dalla necessità di confrontarsi con “lo sviluppo di nuove tecnologie e l’avvento della multimedialità”, che costituiscono “elementi di grande valore in una società moderna la cui economia è basata anche sul progresso e sull’innovazione tecnologica”, ma che al tempo stesso pongono “numerose problematiche legate soprattutto alla difficoltà di delimitare il campo d’azione dell’utilizzo dei nuovi sistemi di veicolazione del prodotto culturale, in primis le reti internet”. Internet, spiega Barbareschi, “sfugge molto spesso a ogni tipo di controllo”, la pirateria multimediale “costituisce oggi un fenomeno in forte ascesa, il cui trend negativo deve essere improcrastinabilmente bloccato”.

Barbareschi lascia parlare i dati della Federazione contro la pirateria musicale: “La quantità di file musicali scaricati abusivamente dal web si aggira intorno alle 1.300 unità per ogni personal computer che effettua l’accesso ai software del P2P, realizzando un fatturato complessivo pari ai 300 milioni di euro rispetto ai 266 milioni stimati per il mercato legale”. Per questo motivo Barbareschi segnala l’urgenza di arginare gli abusi, assicurando però di non voler rinunciare a garantire “la tutela delle libertà individuali, l’interesse pubblico e le esigenze del paese”.

Tags: , ,

SEO Powered by Platinum SEO from Techblissonline

Switch to our mobile site