Fonte: TUXJournal.net
Lo ho creato una startup spagnola. Oltre ad essere rispettoso dell’ambiente è anche uno dei primi ultra-portatili a scendere sotto il muro dei 200 dollari.
iUnika è il nome dell’azienda spagnola che produce il netbook Gyy. E’ creato interamente con materiale bioplastico, utilizzando risorse rinnovabili di origine naturale come amido, cellulosa e farina di mais. Ma oltre a questa interessante caratteristica, offre a chiunque la possibilità di estendere la durata della batteria fino a quattro ore sfruttando dei pannelli solari. Dal punto di vista hardware, Gyy utilizza un SoC con CPU MIPS Ingenic Jz4740 Multimedia Application Processor da 400MHz anche se, a scelta, è possibile optare anche per le versioni da 240, 336 e 360MHz. Il tutto affiancato da 128MB di memoria RAM, 1GB di memoria flash per l’archiviazione dei dati e display da 8 pollici in grado di raggiungere una risoluzione di 800×480 pixel. Non manca la connettività (opzionale) WiFi, ADSL, CDMA e GPRS e una porta Ethernet 10/100. Il netbook rispettoso dell’ambiente Gyy pesa appena 700 grammi, utilizza GNU/Linux come unico sistema operativo e il suo prezzo di partenza è di 130 euro. Maggior informazioni sul sito web ufficiale dell’azienda produttrice.

Tags: Ecologia, Europa, Fotovoltaico, GNU/Linux, Netbook, Open Source, Software libero, Spagna, Tecnologia
Ormai da qualche tempo l’Associazione Software Libero in vista delle elzioni lancia la campagna “Caro candidato”.
A che pro? Ecco di seguito di cosa si tratta, direttamente dal sito di Assoli:
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Con la campagna “Caro Candidato” vogliamo sensibilizzare i politici ad occuparsi di software libero e libertà digitali.
Quindi domandiamo:
Per approfondire, visita la pagina Cos’è il Software Libero.
Per sapere nel dettaglio come funziona l’iniziativa puoi leggere il manuale di Caro Candidato.
Se vuoi sapere di più del software che fa funzionare questo sito clicca qui.
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A noi di OpenCLI ci pare un’iniziativa assolutamente importante, da seguire e da diffondere sul territorio locale.
Tags: Associazione Software Libero, Caro candidato, Elezioni, Europa, Pubblica Amministrazione, Software libero
Leggiamo, con enorme soddisfazione, e riportiamo in toto, dal sito dell’Associazione Software Libero:
Ringraziamo i 407 parlamentari europei di tutti i gruppi parlamentari che, votando ieri l’emendamento n. 138/46 al “Pacchetto Telecom”, hanno riaffermato che l’accesso ad Internet è un diritto fondamentale (al pari dei diritti di espressione, di accesso alle informazioni, ecc.) di cui i cittadini non possono essere privati in mancanza d’una decisione legittima dell’autorità giudiziaria.
E’ un’importante affermazione di principio che rafforza la nostra fiducia nel Parlamento Europeo.
Continuiamo pertanto con rinnovato entusiasmo la campagna Caro Candidato ben sapendo che la libertà della rete e la libertà del software sono aspetti non scindibili di una problematica più ampia: nell’era digitale in cui viviamo, sia Internet che il Software Libero costituiscono strumenti essenziali per la piena realizzazione dei diritti civili e dei diritti umani.
A 2 giorni dall’inizio della campagna hanno aderito 48 candidati: sono state pubblicate le adesioni di 8 candidati alle Europee e 25 candidati alle Amministrative (stiamo verificando le altre 15 adesioni).
Invitiamo:
per l’Associazione per il Software Libero, il Presidente
Marco Ciurcina
Chi siamo
L’Associazione per il Software Libero (Assoli) è un’associazione senza scopo di lucro che ha come obiettivi principali la diffusione del software libero in Italia ed una corretta informazione sull’argomento.
Contatti
web: http://softwarelibero.it
mail: info@softwarelibero.it
Tel: (+39) 06 99291342
Fax: (+39) 06 83391642
Tags: Associazione Software Libero, Consiglio Europeo, Europa, Informatica, Information Technology, Internet, Leggi, Open Source, Pubblica Amministrazione, Software libero
Introduzione
La nostra petizione mira a unire le voci preoccupate di singole persone, associazioni ed aziende d’Europa, e chiede ai nostri politici in Europa di fermare i brevetti sui software introducendo una legislazione nuova e più chiara.
Il sistema dei brevetti è usato in modo scorretto per limitare la concorrenza per il vantaggio economico di pochi, ma non riesce a promuovere l’innovazione. È meglio che il mercato del software sia completamente libero dai brevetti: una sana concorrenza spinge gli operatori del mercato all’innovazione.
Le sentenze dei tribunali europei ammettono ancora, in molti casi, la validità dei brevetti sui software assegnati dagli uffici brevetti nazionali e dall’Ufficio europeo dei brevetti (UEB), che sono sottratti a qualsiasi controllo democratico. Questi uffici continuano non solo ad assegnare brevetti, ma anche ad esercitare pressioni lobbistiche. Il sistema dei brevetti versa oggi in profonda crisi, ma essi non sono in grado di riformarlo e anzi, con la loro politica d’assegnazione lassista, continuano a mettere a rischio molte aziende europee.
Nel 2005 la Commissione è sembrata più attenta agli interessi delle grandi multinazionali che non a quelli delle piccole e medie imprese europee, le quali costituiscono la principale forza d’innovazione tecnologica dell’Europa. Il Parlamento europeo ha respinto la direttiva sulla brevettabilità dei software, ma non ha il potere di avviare iniziative legislative.
Considerazioni
Studi
Un grande numero di seri studi scientifici ed economici giustifica l’abolizione dei brevetti sul software.
Copyright per il software, ma nessun brevetto
Gli autori di software sono già protetti dalla legge sul diritto d’autore, che permette ad altri di proseguire l’innovazione nello stesso campo generando una salutare competizione, ma questa protezione è minacciata dai brevetti sul software. È fin troppo facile violare un brevetto sul software del tutto inconsapevolmente. Le aziende produttrici di software non hanno bisogno dei brevetti per innovare: debbono anzi esser protette dai detentori di brevetti il cui fondamento legale sia poco chiaro.
Querele invece di innovazione
I brevetti software falliscono proprio in ciò che sarebbe il loro scopo legittimo: favoriscono il proliferare delle azioni legali a scapito dell’innovazione, annullando la propria stessa giustificazione democratica; costringono i produttori di software a sprecar denaro per seguire pratiche burocratiche e cause legali e per eludere le pretese sul software di dubbio fondamento – denaro che sarebbe meglio speso per la ricerca applicata. Così i proprietari di brevetti sul software, che non sempre sono anche produttori di software, hanno modo di esercitare uno sleale controllo del mercato.
Errori americani
Negli Stati Uniti si spendono ogni anno miliardi di dollari per cause legali sui brevetti software, cause che non coinvolgono soltanto le aziende produttrici di software, ma anche aziende d’altro tipo, solo perché hanno un sito web. È ciò che sta cominciando ad accadere anche in Europa: occorre evitare che questo errore si ripeta qui.
Noi chiediamo con forza ai nostri legislatori:
- di far approvare, in materia di brevetti, una legislazione nazionale meglio formulata, che escluda qualsiasi brevetto sui software;
- di far decadere tutte le concessioni dii brevetti che possano essere violati dal software installato su apparecchi programmabili;
- e inoltre di adoperarsi perché tale normativa sia adottata anche a livello europeo, a cominciare dalla Convenzione europea sui brevetti.
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