Tra le tante attività del Governo Berlusconi in carica, c’è quella che punta a “regolamentare” la rete, Internet.
Preposti ufficialmente a questa attività sono alcuni celebri esponenti dello star system italiano, come Luca Barbareschi (di cui abbiamo già scritto) e l’attivissima Gabriella Carlucci.
Proprio quest’ultima ha pubblicato recentemente la sua proposta di legge “antipedofilia”, in risposta alle polemiche di questi giorni, è si è scatenato (speriamo) il putiferio.
Intanto riporto la bella analisi di Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione, pubblicata oggi su Punto Informatico. E’ un’analisi lunga, ma merita di essere riportata per intero perché fa il punto della situazione e ci permette di capire e di analizzare cosa sta succedendo e perché:
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venerdì 20 febbraio 2009
Roma – La proposta aveva raggiunto gli uffici di Altroconsumo: 5 pagine di un documento dal titolo “Disposizioni concernenti la diffusione telematica delle opere dell’ingegno”. Sotto forma di un disegno di legge, proponeva di attribuire oneri e responsabilità agli intermediari, proponeva di attribuire nuovi oneri e nuove responsabilità alla SIAE. Altroconsumo l’aveva resa pubblica, la rete si era mobilitata, nel giro di poche ore SIAE era intervenuta per smentire la paternità della proposta: lo stesso testo è ora comparso sulle pagine del sito dell’onorevole Luca Barbareschi (PDL).
La proposta, la numero 2188, è stata presentata da Barbareschi in Parlamento lo scorso 11 febbraio, è stata condivisa con i cittadini della rete nei giorni successivi. La proposta, spiegava Barbareschi nella relazione ai colleghi, scaturisce dalla necessità di confrontarsi con “lo sviluppo di nuove tecnologie e l’avvento della multimedialità”, che costituiscono “elementi di grande valore in una società moderna la cui economia è basata anche sul progresso e sull’innovazione tecnologica”, ma che al tempo stesso pongono “numerose problematiche legate soprattutto alla difficoltà di delimitare il campo d’azione dell’utilizzo dei nuovi sistemi di veicolazione del prodotto culturale, in primis le reti internet”. Internet, spiega Barbareschi, “sfugge molto spesso a ogni tipo di controllo”, la pirateria multimediale “costituisce oggi un fenomeno in forte ascesa, il cui trend negativo deve essere improcrastinabilmente bloccato”.
Barbareschi lascia parlare i dati della Federazione contro la pirateria musicale: “La quantità di file musicali scaricati abusivamente dal web si aggira intorno alle 1.300 unità per ogni personal computer che effettua l’accesso ai software del P2P, realizzando un fatturato complessivo pari ai 300 milioni di euro rispetto ai 266 milioni stimati per il mercato legale”. Per questo motivo Barbareschi segnala l’urgenza di arginare gli abusi, assicurando però di non voler rinunciare a garantire “la tutela delle libertà individuali, l’interesse pubblico e le esigenze del paese”.
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