I.T. News

Unix, uno splendido quarantenne

Posted by OpenCLI on giugno 09, 2009
I.T. News, Software Libero, Storia / No Comments

Quarant’anni fa, nell’agosto del 1969, nasceva il primo sistema operativo moderno: Unix

Ken Thompson, programmatore dei laboratori Bell, approfittando dell’assenza della moglie e del figlio partiti per un impegno che li avrebbe tenuti lontani per oltre un mese, decise di mettere mano a un progetto da tempo accarezzato, un sistema operativo multitasking e multiuser destinato a una fascia alta d’utenza.

La prima versione, completamente scritta in linguaggio assembly, fu implementata su una macchina Digital PDP 7, un midrange mainframe/minicomputer dell’epoca. Il tempo impiegato nella scrittura e nel debug del codice fu di tre settimane, una per ogni elemento (lo shell, l’editor e l’assembler).

Thompson coinvolse immediatamente nel progetto un suo amico e collega, Dennis Ritchie, che già aveva partecipato con lui alla realizzazione di un precedente sistema operativo in time sharing, cui aveva arriso modesta fortuna, chiamato Multics.

Dopo aver sviluppato diverse ipotesi del sistema, Thompson presentò la prima versione nel settembre dello stesso anno; il progetto, cui poi, immediatamente, parteciparono anche tre altri colleghi della Bell, Doug Mellroy, Joe Ossana e Roug Conaday, utilizzo molto codice di Multics, trasferito tal quale al nuovo sistema, grazie anche alla filosofia che fin dall’inizio aveva animato i due autori: “Un potente sistema operativo, per un utilizzo interattivo, di basso costo in termini di equipaggiamento e di risorse umane“.

Successivamente Thompson dichiarerà: “…  ci auguriamo che gli utenti di UNIX troveranno utili le più importanti caratteristiche del sistema sono la semplicità, l’eleganza e la facilità d’uso“.

I fatti gli diedero ampiamente ragione. UNIX divenne rapidamente un protagonista della IT, ampiamente utilizzato e customizzato per girare su server e workstation in università, agenzie governative, gruppi finanziari, grandi uffici e banche. L’anno 1983 vede la premiazione dei due con il Turing Award per il loro contributo allo sviluppo della IT, con la motivazione: “… il modello di sviluppo dei sistemi UNIX è stato guida ed esempio per un’intera generazione di sviluppatori, che hanno scoperto una nuova strada per la programmazione“.

[fonte: techup.it. Per la storia di Unix e dell'informatica delle origini, vedi anche S. Levy, Hackers, Gli eroi della rivoluzione informatica, Milano, Shake Edizioni Underground, 1997]

Unix ha prodotto, nel corso degli anni, tanti cloni, tra cui i meno noti sistemi BSD, tra cui molti liberi: NetBSD, OpenBSD e FreeBSD. Anche l’Osx della Apple è un derivato, non libero, della famiglia BSD, basandosi su Apple Darwin.

Figlio illegittimo di Unix, senza il quale mai sarebbe esistito, è il nostro amato GNU/Linux, che usa il kernel sviluppato da Linus Torvalds partendo da Minix, ma per funzionare ha usato da subito le centinaia di programmi e utility libere sviluppate dal progetto GNU, acronimo ricorsivo che significa “GNU’s Not Unix”.

Quindi, W Unix, W Thompson e, ovviamente, W il Software Libero!!!

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Gyy, il netbook biodegradabile e a pannelli solari con GNU/Linux

Posted by OpenCLI on maggio 26, 2009
Dispositivi, Ecologia, I.T. News, Software Libero / No Comments

Fonte: TUXJournal.net

Lo ho creato una startup spagnola. Oltre ad essere rispettoso dell’ambiente è anche uno dei primi ultra-portatili a scendere sotto il muro dei 200 dollari.

iUnika è il nome dell’azienda spagnola che produce il netbook Gyy. E’ creato interamente con materiale bioplastico, utilizzando risorse rinnovabili di origine naturale come amido, cellulosa e farina di mais. Ma oltre a questa interessante caratteristica, offre a chiunque la possibilità di estendere la durata della batteria fino a quattro ore sfruttando dei pannelli solari. Dal punto di vista hardware, Gyy utilizza un SoC con CPU MIPS Ingenic Jz4740 Multimedia Application Processor da 400MHz anche se, a scelta, è possibile optare anche per le versioni da 240, 336 e 360MHz. Il tutto affiancato da 128MB di memoria RAM, 1GB di memoria flash per l’archiviazione dei dati e display da 8 pollici in grado di raggiungere una risoluzione di 800×480 pixel. Non manca la connettività (opzionale) WiFi, ADSL, CDMA e GPRS e una porta Ethernet 10/100. Il netbook rispettoso dell’ambiente Gyy pesa appena 700 grammi, utilizza GNU/Linux come unico sistema operativo e il suo prezzo di partenza è di 130 euro. Maggior informazioni sul sito web ufficiale dell’azienda produttrice.

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Telefonia open source, l’esempio di Trento

Fonte: OssBlog

L’amministrazione della città di Trento ha deciso di utilizzare Asterisk per trasferire i normali servizi di telefonia della pubblica amministrazione al VoIP.

Il sistema collegherà più di 20 sedi remote con 10 uffici in tutta la città e 1800 impiegati. Attualmente sono stati sostituiti 1100 telefoni e realizzato il sistema per la gestione.

Con il vecchio sistema la città spendeva 30000€ per il solo noleggio delle linee telefoniche e 60000€ per la manutenzione. Addirittura spostare un telefono costava 140€.

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Avanti così, l’accesso ad Internet è un diritto fondamentale!

Posted by OpenCLI on maggio 08, 2009
I.T. News, Pubblica Amministrazione, Società / No Comments

Leggiamo, con enorme soddisfazione, e riportiamo in toto, dal sito dell’Associazione Software Libero:

Ringraziamo i 407 parlamentari europei di tutti i gruppi parlamentari che, votando ieri l’emendamento n. 138/46 al “Pacchetto Telecom”, hanno riaffermato che l’accesso ad Internet è un diritto fondamentale (al pari dei diritti di espressione, di accesso alle informazioni, ecc.) di cui i cittadini non possono essere privati in mancanza d’una decisione legittima dell’autorità giudiziaria.

E’ un’importante affermazione di principio che rafforza la nostra fiducia nel Parlamento Europeo.

Continuiamo pertanto con rinnovato entusiasmo la campagna Caro Candidato ben sapendo che la libertà della rete e la libertà del software sono aspetti non scindibili di una problematica più ampia: nell’era digitale in cui viviamo, sia Internet che il Software Libero costituiscono strumenti essenziali per la piena realizzazione dei diritti civili e dei diritti umani.

A 2 giorni dall’inizio della campagna hanno aderito 48 candidati: sono state pubblicate le adesioni di 8 candidati alle Europee e 25 candidati alle Amministrative (stiamo verificando le altre 15 adesioni).

Invitiamo:

per l’Associazione per il Software Libero, il Presidente
Marco Ciurcina

Chi siamo

L’Associazione per il Software Libero (Assoli) è un’associazione senza scopo di lucro che ha come obiettivi principali la diffusione del software libero in Italia ed una corretta informazione sull’argomento.

Contatti

web: http://softwarelibero.it
mail: info@softwarelibero.it
Tel: (+39) 06 99291342
Fax: (+39) 06 83391642

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La EUPL è ufficialmente la GPL europea

Posted by OpenCLI on aprile 14, 2009
I.T. News, Licenze libere, Software Libero / No Comments

Fonte: Pollycoke

Da marzo 2009 la European Union Public Licence è ufficialmente certificata come compatibile OSI.

La EUPL (preambolo, licenza 1.1) è una sorta di dialetto europeo della GPL, con cui è compatibile, pensato appositamente per le nostre realtà giuridiche e per favorire lo scambio di codice tra diversi governi. È interessante infatti che la EUPL sia la prima licenza ufficiale di una entità governativa, ed è incoraggiante che quel governo sia l’Europa.

Questo significa tante cose, ma io deduco subito che le Pubbliche Amministrazioni più illuminate avranno alle spalle una ulteriore solida tutela per investire nel software libero. «Si possono fare anche un sacco di soldi» cit.

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Il Comune di Grosseto: un caso di eccellenza

Posted by OpenCLI on aprile 14, 2009
I.T. News, Pubblica Amministrazione, Società, Software Libero / No Comments

Fonte: acrònico, il blog di Fabio Marzocca

A seguito della decisione del Ministero dell’Interno (2003) di introdurre la nuova Carta di Identità Elettronica, i Comuni italiani hanno dovuto affrontare la problematica di avviare e gestire il nuovo sistema di autenticazione del cittadino. Ai Comuni veniva infatti affidato il compito di emettere, distribuire e successivamente provvedere ai servizi di accessibilità connessi con il nuovo documento, sulla base di un sistema software sviluppato da una Società appaltatrice scelta da Ministero stesso.

Intorno alla metà del 2008, il Comune di Grosseto ha rilevato che il software fornito dalla Società scelta dal Ministero portava con sè numerosi difetti ma soprattutto la proprietà del codice faceva della Società stessa un pericoloso monopolista: per qualunque seppur minima modifica necessaria, occorreva rinegoziare ogni volta il contratto con la Società.

Ma non era tutto: il software fornito dall’appaltatore doveva essere senza nessun costo per i Comuni, ma la Società stessa aveva escluso dal contratto la fornitura di un particolare “plugin” per Internet Explorer, senza il quale il cittadino non avrebbe potuto accedere ai servizi. Il plugin era – ovviamente – caricato sui costi del Comune e costringeva i cittadini ad usare solo Internet Explorer come browser abilitato per potersi autenticare con la Carta d’Identità Elettronica! Inoltre, l’appaltatore aveva autonomamente deciso di non utilizzare il protocollo SSL (Secure Socket Layer), quanto piuttosto uno di sua scelta. Questa cosa avrebbe comportato l’incompatibilità delle Carte di Identità di Grosseto con quelle degli altri Comuni.

A quel punto la decisione: il dipartimento IT di Grosseto, successivamente confluito in una società municipalizzata a capitale interamente posseduto dal Comune, ha iniziato a sviluppare con successo il progetto OpenPortalGuard, una piattaforma Open Source per garantire al cittadino l’accesso ai servizi della Carta Elettronica, senza dover ricadere in formati o codici proprietari.

Il progetto OpenPortalGuard ha immediatamente riscosso un notevole successo anche in altre amministrazioni locali italiane ed estere, consentendo di fornire una piattaforma per l’autenticazione single-sign-on basata su certificati e smartcard X.509.

Ma – soprattutto – ogni cittadino potrà ora accedere con la propria Carta di Identità Elettronica da qualunque browser e sistema operativo, in piena sicurezza.

Il progetto OpenPortalGuard illustra chiaramente come il software Open Source consenta non solo risparmi economici, ma anche ampliamenti alle funzionalità del sistema verso una maggiore portata di utenti. OpenPortalGuard è stato recentemente citato come esempio e study case dall’Osservatorio Open Source della Commissione Europea (OSOR).

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III Conferenza Italiana sul Software Libero

Posted by OpenCLI on marzo 27, 2009
I.T. News, Licenze libere, News, Società, Software Libero / No Comments
12 giugno 2009a13 giugno 2009

Il 12 e 13 giugno 2009 Bologna ospita la terza Conferenza Italiana sul Software Libero, per fare il punto sullo stato dell’arte del Software Libero in Italia. Questo appuntamento è il luogo d’incontro di chi in Italia è attivo nella ricerca sul Software Libero, nello sviluppo di Software Libero, nella promozione e nella diffusione del Software Libero.

Come nelle due precedenti edizioni (a Trento nel 2008 e a Cosenza nel 2007), sono attese a Bologna le varie anime del software libero in Italia, dai semplici utenti alle associazioni, dalle aziende agli enti pubblici, ai ricercatori e agli sviluppatori. I temi di interesse sono molteplici, coprendo tutte le possibili aree tematiche legate al Software Libero, dagli aspetti economici, giuridici e tecnici, a quelli etici, sociali e filosofici.

Durante la Conferenza sono previste sessioni tematiche ed eventi paralleli a carattere sia accademico che divulgativo, coinvolgendo imprese, enti pubblici, università ed enti di ricerca, sviluppatori, ricercatori, cittadini, operatori del settore, ed appassionati, per conoscersi e avviare collaborazioni e progetti. In questa edizione saranno presenti numerosi spazi di dibattito e coinvolgimento dei partecipanti.

http://www.confsl.org/confsl09/

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Petizione per fermare i brevetti software in Europa

Posted by OpenCLI on marzo 27, 2009
I.T. News, Pubblica Amministrazione, Società / No Comments

Introduzione

La nostra petizione mira a unire le voci preoccupate di singole persone, associazioni ed aziende d’Europa, e chiede ai nostri politici in Europa di fermare i brevetti sui software introducendo una legislazione nuova e più chiara.

Il sistema dei brevetti è usato in modo scorretto per limitare la concorrenza per il vantaggio economico di pochi, ma non riesce a promuovere l’innovazione. È meglio che il mercato del software sia completamente libero dai brevetti: una sana concorrenza spinge gli operatori del mercato all’innovazione.

Le sentenze dei tribunali europei ammettono ancora, in molti casi, la validità dei brevetti sui software assegnati dagli uffici brevetti nazionali e dall’Ufficio europeo dei brevetti (UEB), che sono sottratti a qualsiasi controllo democratico. Questi uffici continuano non solo ad assegnare brevetti, ma anche ad esercitare pressioni lobbistiche. Il sistema dei brevetti versa oggi in profonda crisi, ma essi non sono in grado di riformarlo e anzi, con la loro politica d’assegnazione lassista, continuano a mettere a rischio molte aziende europee.

Nel 2005 la Commissione è sembrata più attenta agli interessi delle grandi multinazionali che non a quelli delle piccole e medie imprese europee, le quali costituiscono la principale forza d’innovazione tecnologica dell’Europa. Il Parlamento europeo ha respinto la direttiva sulla brevettabilità dei software, ma non ha il potere di avviare iniziative legislative.

Considerazioni

Studi

Un grande numero di seri studi scientifici ed economici giustifica l’abolizione dei brevetti sul software.

Copyright per il software, ma nessun brevetto

Gli autori di software sono già protetti dalla legge sul diritto d’autore, che permette ad altri di proseguire l’innovazione nello stesso campo generando una salutare competizione, ma questa protezione è minacciata dai brevetti sul software. È fin troppo facile violare un brevetto sul software del tutto inconsapevolmente. Le aziende produttrici di software non hanno bisogno dei brevetti per innovare: debbono anzi esser protette dai detentori di brevetti il cui fondamento legale sia poco chiaro.

Querele invece di innovazione

I brevetti software falliscono proprio in ciò che sarebbe il loro scopo legittimo: favoriscono il proliferare delle azioni legali a scapito dell’innovazione, annullando la propria stessa giustificazione democratica; costringono i produttori di software a sprecar denaro per seguire pratiche burocratiche e cause legali e per eludere le pretese sul software di dubbio fondamento – denaro che sarebbe meglio speso per la ricerca applicata. Così i proprietari di brevetti sul software, che non sempre sono anche produttori di software, hanno modo di esercitare uno sleale controllo del mercato.

Errori americani

Negli Stati Uniti si spendono ogni anno miliardi di dollari per cause legali sui brevetti software, cause che non coinvolgono soltanto le aziende produttrici di software, ma anche aziende d’altro tipo, solo perché hanno un sito web. È ciò che sta cominciando ad accadere anche in Europa: occorre evitare che questo errore si ripeta qui.

Noi chiediamo con forza ai nostri legislatori:

  • di far approvare, in materia di brevetti, una legislazione nazionale meglio formulata, che escluda qualsiasi brevetto sui software;
  • di far decadere tutte le concessioni dii brevetti che possano essere violati dal software installato su apparecchi programmabili;
  • e inoltre di adoperarsi perché tale normativa sia adottata anche a livello europeo, a cominciare dalla Convenzione europea sui brevetti.

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Kosmix, il futuro delle ricerche on-line?

Posted by admin on marzo 23, 2009
I.T. News, Marketing / No Comments

Leggo oggi su Repubblica (versione cartacea) di Kosmix, nuovo modello di ricerca on-line, nato dall’intelligenza di due sviluppatori indiani, Venky Harinarayan e Anand Rajaraman.

Kosmix non è un vero e proprio motore di ricerca, ma un “aggregatore di ricerca”. Con questo strumento, infatti, non si va a cercare tutte le occorenze on-line di una o più parole, ma tutto quello che si trova on-line su di un dato argomento, aggregato in una pagina suddivisa tra risultati della ricerca tuout court (usando google), risultati  nei social network video (truveo e youtube) e su quelli delle foto (ancora google e flickr).

Un’idea semplice ma fantastica, a nostro modestissimo punto di vista, che trasforma la “banale” ricerca nella possibilità di trovarsi già “formattati” in un mini-portale i risultati, pronti per essere fruiti da tutti i punti di vista. E’ anche possiible modificare la pagina risultante a piacimento, cliccando su “Edit this page”.

Un altro colpo gobbo ai portali di informazione, in primis a quelli dei già mal messi giornali on-line.

Non è un caso, si legge su Repubblica, se questa giovane start-up (nata nel 2007) ha già 65 dipendenti e finanziamenti per 55 milioni di dollari, arrivati dalle principali aziende del settore.

A nostro avviso un fenomeno da seguire con grande attenzione.

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Il terzo Ubuntu-it Meeting

Posted by OpenCLI on marzo 13, 2009
Convegni, I.T. News, News, Software Libero / No Comments
29 marzo 2009

Si terrà questo 29 marzo il terzo Ubuntu-it Meeting, appuntamento della comunità italiana che promuove l’uso della notissima distribuzione GNU/Linux nel nostro paese.

Qui tutte le informazioni del caso:

http://wiki.ubuntu-it.org/UbuntuItMeeting

Partecipate e… buon meeting a tutti/e!

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