Archive for March 4th, 2009

Impresa 4.0

Posted by OpenCLI on March 04, 2009
Marketing / No Comments

Impresa 4.0

Impresa 4.0

E’ uscito da qualche mese il primo libro italiano (per quel che ne sappiamo) che si occupa di marketing con un tagli squisitamente “2.0″.

Un libro che, non a caso, si chiama “Impresa 4.0“, scritto a quattro mani da Franco Giacomazzi e da Marco Camisani Calzolari.

Un libro straordinariamente interessante, che tratteggia le strategie future delle aziende avendo a disposizioni i nuovi strumenti di comunicazione di Internet, il cosiddetto “Web 2.0“.

Gli autori spiegano in maniera semplice ma efficace come integrare ai consolidati strumenti di marketing l’utilizzo di internet, attraverso quali strumenti e per ottenere quali benefici.

Di seguito la loro introduzione al testo:

Il Nuovo Web, che alcuni chiamano Web 2.0 o, se correlato alle aziende, spesso Enterprise 2.0, comprende numerosi strumenti utili all’impresa moderna. Se da un lato è sempre più evidente quanto il Nuovo Web sia davvero indispensabile all’azienda moderna, dall’altro è ancora difficile comprendere quali strumenti possano sostituire o integrare quelli tradizionali e per quali funzioni.

Un anno fa Marco Camisani Calzolari e Franco Giacomazzi, “grande vecchio” del marketing in Italia, hanno deciso di lavorare a un progetto che avesse l’obiettivo di mettere ordine e trovare analogie sostenibili tra gli strumenti del Nuovo Web e le funzioni aziendali.

Siamo partiti dall’impresa e l’abbiamo immaginata come sostenuta da tre “pilastri”: la Value Proposition (quale valore l’azienda offre), le Operations (le attività di progettazione, produzione e distribuzione) e la Relazione Comunicativa d’impresa. La Relazione Comunicativa è un processo atto a creare un legame tra l’azienda e un qualunque suo interlocutore e, oggi più che mai, è componente essenziale della attività di marketing ed elemento condizionante per il buon funzionamento dell’impresa stessa.

Definito il concetto di Relazione Comunicativa l’abbiamo declinata nei principali ambiti in cui può manifestarsi nel mondo dell’impresa e delle organizzazioni : la relazione con il mercato, con gli stakeholder e, infine, quella tra l’impresa e i propri collaboratori. In sostanza abbiamo analizzato i due mondi: quello interno e quello esterno; quindi “Dentro” e “Fuori”. Abbiamo ritenuto che la Relazione Comunicativa non potesse che spostarsi attraverso vettori che costituiscono un modello interpretativo che ruota attraverso tutte le possibili combinazioni: Dentro-Fuori, Dentro-Dentro, Fuori-Fuori,Fuori-Dentro.

A ognuna delle quattro direzioni abbiamo associato gli strumenti e le piattaforme del Nuovo Web presentandoli con un inquadramento concettuale e strutturato orientato all’impiego da parte dei manager.
Più precisamente nella direzione Dentro-Fuori, la funzione più tradizionale dell’azienda perché coinvolge la relazione della stessa verso l’esterno, sono comprese le azioni svolte e innescate dall’impresa nei confronti del mercato e degli stakeholder, supportate non solo dagli strumenti tradizionali ma anche da quelli proposti dal Nuovo Web.

Nella direzione Dentro-Dentro, che riguarda la gestione della Relazione Comunicativa all’interno dell’impresa, sono evidenziate le opportunità offerte dai nuovi tools, incentrati sul concetto di partecipazione.
Nel Fuori-Fuori sono illustrate le modalità e gli strumenti che generano la Relazione Comunicativa tra soggetti esterni all’impresa su temi che la coinvolgono: dai contenuti generati dagli utenti alla loro diffusione virale tra singoli o communities. Questa comunicazione ha luogo anche se l’azienda non lo desidera, e senza alcun apparente controllo da parte di quest’ultima.

Infine la direzione Fuori-Dentro include le azioni orientate a portare all’interno dell’azienda informazioni rilevanti al suo funzionamento, come il market sensing, l’acquisizione di conoscenze, o il monitoraggio di quanto si dice su di essa e su i suoi prodotti. In sostanza, sono trattati gli strumenti in grado di facilitare il “trasporto” dell’informazione dal mondo circostante all’interno dell’impresa.

Il modello a quattro direzioni offre uno strumento interpretativo affinché le potenzialità messe a diposizione dal Nuovo Web siano sfruttate correttamente dalle aziende, senza l’eccessiva influenza delle mode ( aprire un blog aziendale senza collocarlo all’interno di un progetto più ampio e strutturato può rivelarsi inutile, uno spreco di tempo e quattrini ).

Questo lavoro si è tradotto in un libro scritto da me e dal Prof. Franco Giacomazzi , “Impresa 4.0 Marketing e Comunicazione Digitale a 4 direzioni” , disponibile in libreria dalla fine del mese di settembre , che può dare alle imprese un contributo per comprendere la transizione imposta dalle Nuove Tecnologie Digitali e il giusto impiego della corrispondente strumentazione nella Relazione Comunicativa d’impresa.
Un percorso che parte dall’analisi del contesto culturale del mondo digitale e si snoda attraverso l’approfondimento delle 4 direzioni inquadrate in un modello logico di ampio respiro. Vengono, inoltre, elencate le categorie di strumenti a loro correlate, sino a un livello di dettaglio, presentato nelle schede tecniche, che descrive i principali prodotti oggi disponibili.

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Pubbliche relazioni, contro la crisi la comunicazione è online

Posted by OpenCLI on March 04, 2009
Marketing, Società / No Comments

Fonte: Il Sole240re, di Claudia La Via

Per battere la crisi le pubbliche relazioni virano sull’online. Interagire in modo efficace ed economico direttamente con il proprio target di riferimento, non solo all’interno di un sito aziendale ma nell’intero spazio del web. Il tutto a costi nettamente inferiori rispetto a qualsiasi altra attività di marketing e comunicazione off line, sia in termini assoluti che di ritorno sugli investimenti. È questa la vera rivoluzione della comunicazione 2.0, quella che si gioca tutta su internet, sulle strategie di individuazione degli “angoli” giusti della rete, sull’ascolto delle opinioni, sulla partecipazione attiva. Lo ha capito Cultur-e, che dal 2001 punta tutto sulla forza della comunicazione via web, mescolando insieme cultura, competenza tecnologica ed esperienza editoriale, come la stessa “e” finale ricorda, richiamando la nuova dimensione creata dalla comunicazione virtuale.
Una chiave vincente che le ha pemesso di catturare l’interesse di numerose aziende italiane. «Oggi le imprese hanno ancora poca conoscenza delle mille potenzialità del web e dell’importanza che gioca l’online nelle attività di comunicazione e marketing. Regna ancora molta confusione sulle metodologie e sugli ambiti di applicazione, ma già da qualche tempo le cose si stanno muovendo», sottolinea Pietro Battistella, responsabile marketing e comunicazione di Cultur-e.
E lo dimostrano i numerosi progetti che la società ha messo in piedi sulla piazza virtuale, a partire da Enel, che da tempo ormai investe sulla rete, anche grazie a un canale dedicato su Youtube, una sorta di biblioteca digitale di tutta la produzione video aziendale a portata di click. Perché il valore aggiunto non è quello di “farsi belli a casa propria”, ossia di avere tutte le tecnologie e gli strumenti migliori per presentare il proprio prodotto all’interno di un sito istituzionale, ma il farsi raggiungere da chiunque e ovunque.
Un’altra vero asso nella manica sono i social network interni che, secondo Cultur-e, nascono da un bisogno di comunicare con un pubblico più ampio, di creare uno spazio per lo scambio di informazioni, ma soprattutto permettere agli utenti di condividere e partecipare.
Occasione d’oro che ha da poco colto anche ATM Milano, l’azienda dei trasporti urbani del capoluogo lombardo, che ha potenziato il nuovo portale con un servizio di customer care on line grazie a una serie di strumenti di partecipazione diretta. Redattori ATM e semplici utenti potranno infatti pubblicare contenuti georeferenziati su temi legati a mobilità sostenibile, cultura e territorio, trasporto e disabilità, innovazione tecnologica e sicurezza.
Un altro esempio? Cultur-e ha da poco sviluppato, sul nuovo portale della Ferpi (Federazione relazioni pubbliche italiana), il primo social network professionale del settore: un luogo di partecipazione, conoscenza reciproca e scambio di informazioni dedicato agli associati. «Un’esperienza positiva che ci fa capire come la direzione giusta da seguire sia la condivisione e l’universo delle community anche e soprattutto nel mondo aziendale. Non solo con finalità di comunicazione interna ma anche e soprattutto per una vera apertura e un vero confronto con il mondo esterno», ha ricordato Battistella.

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Creative Commons presenta la licenza Zero

Posted by OpenCLI on March 04, 2009
Licenze libere, News / No Comments

CC0 è lo strumento che permette di rinunciare a ogni diritto sulle opere prodotte.

Fonte: ZEUS News – 01-03-2009

Creative Commons CC0 CCZero rinuncia diritto autor

Dopo più di un anno di lavoro – se ne cominciò a parlare nel dicembre del 2007 – CCZero (o CC0) ha raggiunto la versione 1.0 ed è pronto a essere usato da chiunque.

CC0 è stato creato dalla Creative Commons non per avere una licenza in più, ma per dare vita a uno strumento che consenta agli autori di rinunciare a ogni diritto sui contenuti che producono (un waiver, un esonero); il suo motto è infatti “No Rights Reserved”, ossia “Nessun diritto riservato”.

Non si tratta di un doppione della Public Domain Dedication and Certification, che rende un’opera “di pubblico dominio”: secondo i suoi creatori, CC0 è “più completo e robusto dal punto di vista legale”, in quanto non specificamente legato alla legge statunitense, “universalmente applicabile, inteso per l’uso nel mondo intero da chiunque e in qualunque luogo”.

Chi decide di adottare CC0 per il proprio lavoro (tramite l’apposito chooser) rinuncia a tutti i diritti collegati fino a dove permesso dalla legge.

Qualora in alcuni Stati non sia permesso rinunciare a tutti i diritti (qualcuno per esempio vieta la rinuncia ai diritti morali), l’autore concede comunque a chiunque la possibilità di usare il lavoro in qualunque modo, per sempre e senza condizioni.

A differenza delle licenze Creative Commons base, non sarà nemmeno necessario indicare la paternità delle opere riutilizzate.

Nonostante le rassicurazioni sulla validità pressoché mondiale di CC0 (pur con le eccezioni che lo ridurrebbero a una sorta di “pubblico dominio” in alcune giurisdizioni), è evidente come la base da cui è partito il lungo lavoro sia il diritto anglosassone. Sarà interessante vedere questo strumento alla prova anche da noi.

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Open Source in Italia: analisi di un settore in evoluzione

Posted by OpenCLI on March 04, 2009
Convegni, News, Pubblica Amministrazione, Società, Software Libero / No Comments
10 March 2009
15:00a20:00

Fonte: Tuxjournal, 3. March 2009, 7:37 Filippo Marteno

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Cari ministri italiani, passate all’open source

Posted by OpenCLI on March 04, 2009
I.T. News, Pubblica Amministrazione, Società / No Comments

Come in America, vogliamo incentivare i nostri ministri all’adozione del software libero.

Fonte: ZEUS News – 04-03-2009

Cari ministri della pubblica amministrazione e l’innovazione onorevole Renato Brunetta, della semplificazione normativa onorevole Roberto Calderoli, dell’economia e finanze onorevole Giulio Tremonti, dello sviluppo economico onorevole Claudio Scajola, dell’istruzione università e ricerca onorevole Mariastella Gelmini, e al capo del governo onorevole Silvio Berlusconi: per favore prendete in considerazione l’open source.

Sono un piccolo imprenditore che sviluppa software e soluzioni per l’information technology e mi rivolgo a voi in quanto credo che siate le persone che possono prendere decisioni significative in grado di aiutare l’economia e lo sviluppo in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando.

Già altri produttori di software si sono rivolti al presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, con una lettera simile alla mia, e di conseguenza mi sento in dovere di farvi presente come possiamo migliorare l’universo dell’IT della pubblica amministrazione.

Il software open source è già usato in molte aree con meravigliosi risultati e riducendo notevolmente i costi di gestione nelle infrastrutture con programmi come Apache, Tomcat, Php, MySql e altri; nello sviluppo con strumenti come Eclipse, Ruby on Rails; nella comunicazione e collaborazione grazie ad applicazioni libere come Open Office, WordPress e Joomla.

Il mondo dello sviluppo del software sta cambiando grazie all’open source, grazie anche ai valori che lo definiscono: apertura, sviluppo, cambiamento, progresso, libertà. Questi stessi valori sono indispensabili per far crescere e migliorare il nostro meraviglioso Stato e so che voi non potete che condividerli.

Altri governi a noi vicini hanno già detto sì all’utilizzo di software aperto: Russia, Brasile, Olanda e molti altri. Notizia di questi giorni è che anche il Regno Unito adotterà l’open source, e vorrei sottolineare quanto ha dichiarato il ministro britannico per il digital engagement Tom Watson: “L’open source è uno dei più significativi sviluppi culturali nell’IT dell’ultimo ventennio, perché ha dimostrato come gli individui, lavorando assieme in Internet, possano creare prodotti che rivaleggiano e a volte superano quelli delle grandi corporazioni”.

Anche Scott Mc Nealy, presidente e cofondatore di Sun, è stato interpellato dall’amministrazione Obama per utilizzare maggiormente sistemi aperti nella pubblica amministrazione americana.

Grazie a questo universo informatico aperto si possono abbassare i costi, non essere più dipendenti da un unico fornitore per un programma, aiutare le aziende italiane che si dedicano allo sviluppo software a crescere, dare ai cittadini strumenti innovativi e chiari che semplifichino la nostra burocrazia.

Vedo i vostri ministeri come obiettivi e al tempo stesso strumenti per rendere migliore la vita di ogni cittadino: ministro Renato Brunetta, analizzi come innovare la nostra pubblica amministrazione con l’open source; ministro Giulio Tremonti, sappia che con questi mezzi potrà diminuire i costi del nostro Stato; ministro Claudio Sajola, permetta uno sviluppo economico delle nostre aziende dell’information technology; ministro Mariastella Gelmini, sappia che utilizzando il software libero diminuirà i costi della scuola e della ricerca, potendo investire i soldi rimanenti in altri ambiti.

Sono fiducioso nel fatto che non perderete questa meravigliosa occasione di migliorare sia la nostra pubblica amministrazione che la vita dei cittadini italiani.

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BenQ MID S6, the first Open Source Mobile Internet Device in ItalyBenQ MID S6, il primo Mobile Internet Device Open Source in Italia

Posted by OpenCLI on March 04, 2009
Dispositivi, I.T. News, Software Libero, Video / No Comments

BenQ ha annunciato la disponibilità del primo Mobile Internet Device Open Source in Italia:

il Benq MID S6

BenQ MID S6

BenQ MID S6

Tra le tante interessantissime caratteristiche di questo device, la cosa che a nostro avviso va sicuramente segnalata è che il sistema operativo di questo prodotto è una versione di GNU/Linux, Midinux, nata apposta per questo tipo di strumenti.

Il Benq MID S6 dispone di:

  • Processore: Intel Centrino Atom (Silverthorne)
  • Frequenza: 800 MHz
  • Memoria RAM: 512 MB
  • Hard disk: 2 GB SSD
  • Schermo: 4.8″ 800×480 262K colori TFT Touchscreen
  • Sistema Op.: Linux Midinux
  • Connettività: HSDPA 7.2 – Wi-Fi – Bluetooth 2.0
  • Dimensioni: 159x89x22 mm.
  • Peso: 0.330 Kg.
  • In/Out: 1 Mini USB
  • Add On: Slot Micro SD Card – Office Reader – G Sensor

In Italia è offerto da Tim, e se fino a poco tempo fa costava 400€, ora si trova in offerta a 299.

Sotto un video di presentazione di UMPC Portal

This video was embedded using the YouTuber plugin by Roy Tanck. Adobe Flash Player is required to view the video.

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